Chiese
Piazza Duomo - Piacenza
Email: cattedralepiacenza@gmail.com (informazioni di carattere turistico-culturale)
orari 08:30 – 12:30 | 15:30 – 19:30 | sabato apertura con orario continuato grazie al progetto «Aperti per Voi» del Touring Club Italiano dalle ore 8:30 alle 19:30
La Cattedrale di Piacenza, uno dei monumenti più significativi del Romanico Padano, fu edificata nel 1122. La facciata tripartita in marmo rosa e arenaria ha portali scolpiti da Wiligelmo e Niccolò. Il campanile con l’ Angil dal Dom fu completato nel 1333. Di notevole interesse, all’interno, le Formelle dei Paratici, le decorazioni di Ludovico Carracci e Camillo Procaccini nel presbiterio, del Morazzone e del Guercino nella cupola.
L’aspetto odierno della Cattedrale di Piacenza è il risultato dei molti restauri subiti dall’edificio (ultimo quello diretto da Camillo Guidotti nel periodo 1894-1902). Sebbene sia difficile definire le fasi del cantiere medievale anche per la penuria di documenti, le diverse ipotesi cronologiche e costruttive susseguitesi hanno ritenuto ineludibile una frase in latino posta sulla facciata che indicherebbe come data di inizio lavori il 1122. Si è supposta la derivazione da architetture coeve normanne e anglo-normanne (Romanini 1975) per la tecnica del mur épais, ricollegabile a tali lavori.
La costruzione si articola in diverse fasi: la prima, tra 1122 e 1150 (o 1155-60) riguarderebbe l’erezione della parte absidale presbiteriale con attacco del transetto, il lato nord con la torre fino a una certa altezza sopra le arcate, la parte bassa della facciata e le prime due campate della navata sud (Bersani, 2013). Il resto sarebbe datato intorno al 1202-1235 o 1207-1250 (Klein, 1995). Quintavalle attribuisce il progetto a Niccolò, riprendendo il modello del Duomo di Parma. La facciata vedrebbe la collaborazione di Niccolò e Wiligelmo.
Lo studioso individua tre fasi costruttive, con una chiesa preesistente con transetti e una ristrutturazione post-terremoto 1117. A inizio XIII secolo si inseriscono elementi gotici. L'interno a croce latina ha tre navate, presbiterio tripartito con absidi, transetto con absidi laterali e nicchie. La navata maggiore ha cinque campate con volte esapartite, le laterali dieci con crociera. Un tiburio ottagonale si erge sull'incrocio.
La cripta a croce greca, ritenuta la parte più antica e rimaneggiata, presenta 62 colonnette e 46 incastrate con capitelli vari. L'altare maggiore è dedicato a Santa Giustina. Si segnalano dipinti murali cinquecenteschi e sepolcri, tra cui quello del vescovo Rangoni.
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